Massa Lubrense, un angolo di Paradiso

Massa Lubrense, inclusa prima nel Ducato di Sorrento, e poi nel Regno di Sicilia, acquisì grande rilievo in epoca sveva, subendo poi un forte ridimensionamento in epoca angioina. Nel 1465 Ferrante d’Aragona distrusse Annunziata, il centro abitato più importante, sede del Vescovo e dell’autorità civile. Durante il vicereame spagnolo Massa Lubrense attraversò un periodo travagliato a causa delle frequenti invasioni di corsari e turchi e per la peste del 1656. Tempi migliori arrivarono con la dominazione borbonica, quando rifiorirono le attività artigiane ed il commercio, praticato soprattutto via mare.

Gli abitanti di Massa parteciparono sempre attivamente alla vita politica non solo del loro paese ma anche di Napoli, contribuendo alla nascita della Repubblica Partenopea; nel 1808 Gioachino Murat da Villa Rossi ad Annunziata diresse le operazioni militari contro gli Inglesi che occupavano Capri. Dopo la prima e la seconda guerra mondiale si registrò un forte movimento emigratorio verso le Americhe, la Nuova Zelanda e la Germania. Un’invasione di tendenza si ebbe con l’apertura di cave di pietre (le più importanti quelle di Vitale e di Jeranto, oggi entrambe disattivate) che attirò maestranze provenienti dalla Sardegna, che si integrarono progressivamente nel contesto locale.

Nell’entrare in territorio massese il paesaggio e la costa cambiano all’improvviso, col trionfo della natura e il susseguirsi di incantevoli vedute su Capri, che incantano ed ammaliano. Di colpo si ritorna quasi indietro nel tempo all’esplorazione di piccoli casali, frazioni e borghi marinari che, caso unico tra i comuni della Penisola Sorrentina, si trovano entrambe le coste, la Marina di Puolo e la Marina della Lobra nel golfo di Napoli, la Marina del Cantone nel golfo di Salerno.

Tutto questo tratto costiero è stato tutelato con l’istituto dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, mentre in quota le vette collinari e montane sono solcate da innumerevoli sentieri per la gioia di escursionisti e amanti del trekking. Non a caso quest’area trova oggi il suo punto di traino economico nelle produzioni agricole di qualità e nel turismo, soprattutto quello amanti di luoghi ancora poco urbanizzati in cui predominano il verde della vegetazione e il blu del mare.

 

Tratto da Segreti e Meraviglie della Costa di Sorrento

di Roberto Pellecchia