Venerdì Santo

Durante la Settimana Santa in ogni comune della Penisola Sorrentina sfilano processioni di origine antichissima, che portano per le strade “martiri” simboli della Passione di Cristo. In ogni paese la manifestazione assume sfumature diverse a seconda delle usanze che le varie Confraternite si tramandano da generazioni. Senza ombra di dubbio, però le due processioni che si svolgono a Sorrento sono le più famose della Penisola.

LA PROCESSIONE BIANCA

Prende il via dalla chiesa dell’Annunziata nelle prime ore del Venerdì Santo e dopo aver percorso le principali strade della città, fa ritorno alle prime luci dell’alba. Organizzata dall’Arciconfraternita di Santa Monica, vede impegnate centinaia di persone che, vestite di bianco, rievocano il tragitto compiuto dalla Madonna alla ricerca del figlio Gesù, catturato e condannato a morte, e le tappe salenti della passione.

Per questa ragione insieme alla statua della Madonna Addolorata sfilano i cosiddetti “martiri” che rappresentano episodi specifici delle ultime ore di vita di Cristo. Tra questi ad esempio figura una borsa (che ricorda quella contenente i 30 denari pagati a Giuda), un bacile con una tovaglia (in cui Ponzio Pilato si lavò le mani). Ed ancora una colonna ed una frusta (a memoria della Flagellazione di Cristo), un martello accompagnato da enormi chiodi (che rappresentano quelli adoperati per la Crocifissione).

LA PROCESSIONE NERA

Ha origine antichissime, inserendosi nel contesto di tradizioni che risalgono addirittura al Trecento e che con il trascorrere dei secoli ha assunto la fisionomia arrivata fino a noi.

A differenza della precedente, la Processione Nera ha inizio verso le 21:00 del Venerdì Santo, preceduta dalla banda musicale, parte dalla Chiesa dei Servi di Maria (che ospita le Congregazioni: Dei Servi di Maria; di San Catello; della Morte e Orazione), prosegue lungo il Viale degli Aranci in direzione dell’ospedale quindi lungo il Corso Italia verso Piazza Tasso. Oltre ai simboli della Passione, sfilano anche la statua del Cristo Morto e quella della Madonna Addolorata, accompagnate da centinaia di incappucciati e da migliaia di sorrentini e turisti, in un’atmosfera di grande solennità e profonda suggestione.

Tratto da  “Segreti e Meraviglie della Costa di Sorrento” di Roberto Pellecchia