window.dataLayer = window.dataLayer || []; function gtag(){dataLayer.push(arguments);} gtag('js', new Date()); gtag('config', 'UA-41673545-30'); window.$zopim||(function(d,s){var z=$zopim=function(c){z._.push(c)},$=z.s= d.createElement(s),e=d.getElementsByTagName(s)[0];z.set=function(o){z.set. _.push(o)};z._=[];z.set._=[];$.async=!0;$.setAttribute("charset","utf-8"); $.src="https://v2.zopim.com/?3jTdTnTXsR0u3a8n7RQMSa1prHawIJcK";z.t=+new Date;$. type="text/javascript";e.parentNode.insertBefore($,e)})(document,"script");

Bagni della Regina Giovanna

Questo è semplicemente un articolo del blog di questo sito, tratto da “Segreti e Meraviglie della Costa di Sorrento” di Roberto Pellecchia ed inserito sul sito per far conoscere le varie bellezze del nostro territorio. Non ci occupiamo di stabilimenti balnerari o della gestione delle spiagge libere.

Per qualunque informazione rivolgetevi direttamente ai Comuni di cui le spiagge fanno parte. Per quanto riguarda questa della Regina Giovanna nello specifico, fate riferimento al Comune di Sorrento.
Ad ogni modo il sito è accessibile liberamente e quindi senza bisogno di prenotazione, fino ad un numero massimo di 300 persone.

Per quanto riguarda le spiagge del Comune di Massa Lubrense, l’accesso è consentito solo su prenotazione sia per quelle libere che per quelle private. Ecco le modalità:

– accesso gratuito alle spiagge libere solo 2 volte a settimana di mattina o di pomeriggio; per prenotare seguire il link https://www.visitmassalubrense.info/beach/booking/

– accesso alle spiagge private e agli stabilimenti senza limiti di giorni o orari; contattare direttamente i gestori per prenotare

l’unica modalità di accesso è quella a pagamento; contattare direttamente i gestori degli stabilimenti

 

Ad ogni modo potete seguire i vari aggiornamenti qui: https://www.aboutsorrento.com/covid-19/covid-spiagge-di-sorrento-e-dintorni-le-regole/

Il territorio sorrentino ingloba il Capo di Sorrento, sulla cui punta si trovano i “Bagni della Regina Giovanna”, e i resti di una villa romana, per lungo tempo erroneamente identificata con quella di Pollio Felice, esponente di una ricca famiglia puteolana.

A parte l’importanza archeologica, il luogo è di grande fascino, in quanto la villa era stata costruita tutt’intorno a una piccola baia completamente circondata da roccia, all’interno della quale il mare penetra attraverso un’aperura naturale.

Il nome “Bagni della Regina Giovanna” risale alla tradizione popolare secondo la quale Giovanna II di Durazzo (1373-1435) Regina di Napoli, si sarebbe intrattenuta qui con i proprio amanti nelle acque della bella piscina naturale.

Raggiunti i resti della villa, seguendo il sentiero di sinistra si costeggia la parete rocciosa che circonda la piccola baia, ben osservabile dai punti dove la vegetazione è più rada. Continuando a camminare si arriva, dopo poche decine di metri, alle strutture meglio conservate del complesso.

I resti che ancor oggi testimoniano la grandiosità dell’opera si riferiscono in larga parte a quella che era la domus maritima, ossia la residenza in riva al mare, con la baia naturale racchiusa all’interno della struttura abitativa. La villa si divideva in domus e villa a mare ricoprendo quasi trentamila metri quadrati di superficie.

La domus vera e propria è quasi interamente scomparsa, mentre della villa a mare restano ancora dei ruderi sufficienti per poterla idealmente ricostruire. Il giardino si sviluppava con una serie di terrapieni e terrazze panoramiche dove si impiantavano le colture seguendo i criteri del terrazzamento ancora oggi in uso in penisola sorrentina, ed era chiuso a valle da una bellissima esedra. Alla villa era possibile accedere oltre che via terra, attraversando la stretta stradina che ancora è l’unica via per raggiungere il sito, anche via mare dal bacino intorno al quale fu edificata l’abitazione.

Il sistema architettonico dell’intero complesso sfruttava al massimo la bellezza del paesaggio con alcuni espedienti strutturali, come muri divergenti e ampie finestre.agni dettaglio era finalizzato alla confortevolezza dell’otium. Persino le zone d’ombra, costituite da giardini pensili e pergolati, riflettevano il desiderio del vivere bene.

Dalla parte occidentale del Capo si snoda un sentiero che permette, prima sul terreno e poi su passerelle di legno, di raggiungere un lido pubblico che si trova sul versante occidentale del promontorio, a circa 250 metri.

 

Tratto da “Segreti e Meraviglie della Costa di Sorrento” di Roberto Pellecchia